mercoledì 5 giugno 2013
lunedì 3 giugno: Douglas - Isola di Man
Oggi partenza per l'Isola di Man: meta di questo mio viaggio come pure dei 4 amici toscani incontrati in Normardia. Fino ad ora ho percorso circa 2600 km. Abbiamo il traghetto ad Heysham alle 14:30 ed essendo solo a 90 km decidiamo di prendercela comoda e di evitare autostrade percorrendo solo strade secondarie. Gironzoliamo per la costa inglese (facendo ben più di 90km) e riusciamo ad arrivare con un paio d'ore d'anticipo al traghetto...troviamo subito un consistente numero di motociclisti e, nell'attesa dell'imbarco, facciamo la conoscenza con due italiani di Torino: Alessio con un GS 1200 e Davide con una Honda Crossrunner. Davide e' un meccanico che corre privatamente nel campionato italiano (non mi ricordo che categoria...) con una Suzuki... La compagnia di viaggio si allarga: partito in solitario, ora siamo in sette!
I piemontesi alloggiano a Ramsey mentre i toscani aspettano ancora che dall'Italia gli trovino una sistemazione, che il figlio di Giorgio trova a Port Erin in una famiglia.
Arrivati a Douglas (in ritardo di un'ora) ci separiamo ognuno verso le proprie sistemazioni con l'intenzione di sentirci per organizzare la serata.
Arrivo da Louise,trovo la strada abbastanza facilmente: l'unico problema e' individuare la casa, ma ci pensa la mia Ducati a farsi sentire...
Louise mi racconta che e' stata diverse volte in Italia (Puglia, Firenze, Roma) e possiede due auto italiane: una 500 Cabrio e una Alfa 156. Non parla italiano, ma riusciamo comunque a capirci.
Per la serata mi trovo solo con i due ragazzi torinesi in quanto gli altri preferiscono stare a Port Erin.
Alessio e' super attrezzato sulla moto con telecamera per le riprese e parla molto bene l'inglese essendo stato tre mesi a studiarlo a Los Angeles, mentre Davide non mastica nemmeno una parola.
Con Alessio mi accordo per una scambio di foto e video che gireranno domani sl circuito.
Dopo aver cenato, facciamo una passeggiata sul lungomare soffermandoci a guardare la grande quantita' e varieta' di moto parcheggiate: incredibile! Ci sono anche moto italiane,poche rispetto a quanto mi aspettassi, la maggioranza è composta da moto inglesi, ma anche molte francesi e tedesche. Quelle francesi e inglesi sono le piu' elaborate, Davide mi spiega che a differenza dell'Italia, qui e' piu' semplice la personalizzazione e le modifiche.
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